Immagine principale

Isola di San Francesco del Deserto

E' il luogo ideale per chi voglia allontanarsi per un'ora dalle folle, che, soprattutto in estate,invadono le isole della laguna, e anche per chi opti per qualche giorno di tranquillità.

 

Una tappa dei viaggi di San Francesco

 

Poco distante da Burano immersa nelle barene e nella pace della laguna, l'isola di San Francesco del Deserto si distingue dal profilo degli alti cipressi.

 

Qui i vaporetti di linea non arrivano: è anche per questo che vi regna una pace assoluta.

Da otto secoli l'isola ospita un convento francescano, che secondo la leggenda fu fondato dal santo di Assisi dopo essere scampato a una tempesta di ritorno dalle predicazioni in terre musulmane nel 1220.

Il santo avrebbe fabbricato con le proprie mani una piccola capanna e un angusto oratorio che, miracolosamente, si sarebbe mantenuto intatto malgrado i secoli trascorsi.

 

Secondo la tradizione nell'isola avrebbe abitato anche il beato Bernardino, fondandovi il celebre convento della Vigna in Venezia.

 

Il Convento di San Francesco del DesertoLa chiesetta con i due chiostri, uno duecentesco e l'altro rinascimentale, sono luoghi di preghiera per una comunità di francescani che vivono in un'atmosfera senza tempo.

 

Non è difficile far loro visita. Basta avvicinarsi al grande portone e bussare.

Un frate sorridente ci offre un giro guidato del convento e dei giardini, un'immagine quasi bucolica, insolita per la laguna, sulla quale si affacciano, offrendo una suggestiva vista di Burano.

A chi si reca in visita i frati mostrano, oltre alle piante e ai pavoni che allevano, i resti di un antico pino che sembra sia nato da un bastone piantato dal santo.

E quando la visita è finita, qualcuno immagina come si uscirebbe da qualche giorno di meditazione qui.

 

Farlo è possibile: su richiesta si può pernottare sull'isola e trascorrere tre giornate scandite dai ritmi dei francescani. Un'esperienza mistica.

 

La Storia oltre la leggenda ...

 

Al di là della leggenda è noto che nel 1228 Jacopo Michiel, proprietario dell'isola, fece erigere quella che sembra essere la prima chiesa dedicata a San Francesco.

Successivamente lo stesso Michiel fece dono dell'isola ai frati minori francescani del convento dei Frari di Venezia che vi costruirono il convento.

 

Due secoli più tardi l'isola venne "disertata" dai frati perchè infestata dalla malaria e da ciò nacque la denominazione che tuttora conserva di San Francesco del Deserto.

 

Nel 1453 Pio II concesse l'isola ai frati minori osservanti che provvidero al restauro della chiesa e del convento, costruendo inoltre il chiostro rinascimentale.

 

Alla fine di quello stesso secolo, Papa Clemente VIII vi insediò i frati minori riformati.

Quest'ultimo ordine rimase nell'isola al 1806, quando le nuove imposizioni napoleoniche costrinsero i frati ad allontanarsi e a rifugiarsi a Venezia, mentre l'isola veniva adibita a ricovero per le truppe e il convento a deposito di esplosivi.

 

Nel 1856, l'imperatore d'Austria Francesco I donò l'isola al Patriarca di Venezia e per concessione di quest'ultimo i frati minori francescani poterono così rientrare nell'isola dopo quasi seicento anni.

 

I lavori di restauro vennero avviati subito dopo per l'intero complesso: vennero così alla luce oltre alle absidi dell'oratorio anche le fondamenta dell'antica chiesa duecentesca, a sua volta costruita su un edificio a due vani.

 

Come raggiungere l'isola ...

 

Sull'isola dove approdò S. Francesco si arriva ancor oggi con una barchetta.

La si prende a Burano, allo sbocco in laguna del canale che lambisce piazza Galuppi, nei pressi della facciata di S. Martino.

Si tratta di un'imbarcazione privata. Il prezzo, da concordare col barcaiolo, comprende il viaggio per e dall'isola ( 10 min ca ) e l'attesa ( la visita guidata dura ca un'ora ).

 

Monastero Tel. 041 5286863

 

MAPPA DELL'ISOLA DI SAN FRANCESCO DEL DESERTO


Visualizzazione ingrandita della mappa



Inserisci un commento












Captcha
( * )

I commenti sono moderati, alcuni dati sono registrati nel rispetto della privacy. Inviando il commento si accettano le condizioni.