Ville Venete - Le ville in provincia di Treviso

Basta guardare una cartina geografica per capire come mai nel Trevigiano siano presenti così tante ville. Venezia è a un passo; il Sile offriva immediate possibilità di relazione con la Serenissima; e per di più il territorio, che si incunea nel Bellunese, era essenziale per il controllo dei transiti verso nord, soprattutto verso l'Alemagna.

 

Tutti elementi che portarono alla realizzazione di innumerevoli strutture fin dal Quattrocento, soprattutto come centri agricoli: non dimentichiamo che fu la Marca a vedere per prima la coltura della canapa, essenziale per i cordami delle navi veneziane; e che fu una villa del territorio, la Emo, a sperimentare per la prima volta in Italia, in mezzo al frumento, un nuovo cereale proveniente dalle Americhe: il mais.

 

Oggi sono centinaia le ville sopravissute, vuoi lungo il Sile, vuoi lungo il Terraglio, che assieme alla riviera del Brenta è una sorta di prosecuzione architettonica veneziana in terraferma, vuoi sui colli d'Asolo e nell'alta pianura alluvionale, vuoi anche in aree più marginali, come la zona tra il Piave e il Livenza, zone depresse dove la villa, ancor più che altrove, assolse funzioni colonizzatrici.

 

 

PRIMA DI PARTIRE .... INGANNIAMO L'OCCHIO SOSTANDO a VILLA BARBARO a MASER ...

Storia di un capolavoro tra realtà e finzione, la celebrità dell'edificio palladiano ed i gloriosi affreschi del Veronese, ai piedi dei colli Asolani.

Ciò che affascina e conquista ogni visitatore è la sensazione di varcare la soglia di un altro mondo, di olimpica perfezione, irreale, utopistico, comunque sereno e pacificato.

A questo ambiva il programma architettonico e iconografico dei fratelli Marcantonio e Daniele Barbaro, colti umanisti che vollero regalarsi una dimora mai vista prima.

Il Palladio realizzò una villa di candida e simmetrica perfezione: un corpo centrale sporto in avanti, verso la pianura; un frontone sorretto da finte colonne ioniche; due ali porticate allungate sui fianchi fino a due grandi colombare dalle linee curve; stanze interne dove la luce naturale penetra da ogni parte, creando uno splendore diffuso; infine sul retro, tra la villa e la collina, un intimo Ninfeo dove l'acqua zampilla sotto gli sguardi delle creature dei boschi scolpite da Alessandro Vittoria e collocate in nicchie. Infine, poco lontano dalla villa, un Tempietto cattolico dalla pianta circolare proprio come il Pantheon a Roma.

Ultimata la costruzione della villa, serviva una decorazione all'altezza di tanta magnificenza e la scelta dei Barbaro cadde, nel 1561, su quel giovane cresciuto a Verona, Paolo Caliari, astro nascente nel secolo d'oro della pittura veneziana: i dipinti da lui realizzati nella città lagunare per il Consiglio dei Dieci e per la chiesa di S. Sebastiano ne avevano già fatto l'erede di Tiziano e Tintoretto.

 

 

Il nostro itinerario parte da villa Tiepolo Passi a Carbonera, negli immediati dintorrni di Treviso: eretta a inizio Seicento in stile veneziano barocco, scenografica, ha uno splendido parco ed è tra le più attive nella valorizzazione del territorio, per esempio delle colture tipiche con la produzione di eccellenti confetture e mostarde.

 

Poco lontano, a Dosson di Casier, è villa Contarini Nenzi, settecentesca, con giardino all'italiana: relax e comfort assicurati nell'hotel 4 stelle con area wellness e Spa; mentre a Roncade è sita villa-castello Giustinian, eccezionale prototipo di villa nella quale si trovano fianco a fianco elementi feudali ed elementi che saranno poi codificati dal Palladio. Oggi è sede di un'azienda vinicola e di un b&b di charme.

 

L'itinerario può continuare verso sud, dove a Marocco di Mogliano Veneto troviamo villa Marignana Benetton, dalle due facciate simmetriche settecentesche, immersa in un parco di oltre 20mila metri quadri ricco delle macrosculture dell'artista Toni Benetton.

 

Spostandoci verso ovest, nei pressi di Castelfranco da non perdere due dimore: la maestosa villa Corner della Regina a Vedelago, in stile palladiano, anticamente proprietà della regina Cornaro; e villa Emo a Fanzolo, capolavoro di Palladio per il quale non basterebbero pagine di descrizione, tanto sono ricche sia l'architettura sia la decorazione interna. Oggi è una fondazione.

 

Nell'area del Montello, nei pressi di Crocetta, segnaliamo invece la bella villa Sandi, di scuola palladiana, con cantine sotterranee settecentesche, tuttora sede di attività vinicola e cosmetica e attiva nella valorizzazione delle colline del prosecco.

 

Ci spostiamo all'estremità orientale della provincia per incontrare le ultime tre ville.

 

A Cadognè c'è villa Toderini, grande costruzione settecentesca dove soggiornò anche Ugo Foscolo; oggi è un agriturismo di fascino, immerso in un bel contesto naturale.

Villa Giustinian si trova poco lontano, a Portobuffolè: costruita nel tardo Seicento, incorniciata da un vasto parco all'italiana e decorata da stucchi ed affreschi che si richiamano alla scuola del Veronese, è stata restaurata per diventare hotel 4 stelle e ristorante.

Infine, a Piovan di Oderzo, è villa Bonamico Revedin Rechsteiner, seicentesca e fulcro di una storica azienda agricola, oggi produttrice di vini.

 

 

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