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Ville Venete - Le Ville in provincia di Padova

Da una parte il Brenta, asta privilegiata per i collegamenti con Venezia. Dall'altra i colli Euganei e le vicine città murate, imprescindibile luogo di villeggiatura per la nobiltà della Serenissima.

 

Con questi presuposti geografico-ambientali, non poteva mancare la civiltà delle ville, nel Padovano. Che si esplica in una grande fioritura di realizzazioni, a partire, come ovunque, dal tardo Quattrocento, ma soprattutto nei secoli successivi, in particolare modo nel Settecento.

 

Prima di proporre il nostro itinerario alla scoperta della provincia, segnaliamo due grandi esempi di come la civiltà delle ville ha trasformato il territorio: villa Barbarigo, sui colli Euganei, con i suoi giardini e labirinti, e villa Contarini, straordinario e imponente esempio dei fasti dell'epoca.

 

* Villa Barbarigo si trova a Valsanzibio, una frazione di Galzignano Terme, lungo la via Diana. La villa non è spettacolare, specie a confronto con certe altre ville venete. Il progetto originario era più ambizioso, ma poi i Barbarigo finirono per prodigarsi più per il giardino che per il palazzo.

IL DIVINO GIARDINO: un'opera d'arte fatta di alberi, fontane, siepi, statue e da un percorso che, da una palude a una scala coperta di poesia, ricorda la Commedia dantesca. Premiato come Miglior giardino d'Italia e terzo giardino d'Europa.

L'ingresso di un tempo, quello da cui si entrava in barca, rimane un biglietto da visita straordinario: anche solo passando in auto dalla strada non si pùò non trasalire vedendo il portale dedicato a Diana, eretto su una piccola palude, quel che resta dell'antica distesa poi bonificata.

La simbologia dell'antico ingresso è solo un esempio dell'intrecciarsi di allegorie studiate per parlare agli ospiti del parco. Inevitabilmente la parte del leone la fa il labirinto.

 

* Villa Contarini si trova a Piazzola sul Brenta e non è una villa come tutte le altre. Per il suo passato, per l'arte conservata al suo interno, per i corsi e ricorsi storici.

Su consiglio visitate il grande parco romantico, 50 ettari di verde, con lago, isole, peschiere e ghiacciaia; meravigliatevi nelle sale delle mostre e rimanete a bocca aperta davanti alla coloratissima scala dei Giganti e nella Sala delle conchiglie, dove incastonati nelle pareti sono molluschi di tutti i tipi.

Poi prendete fiato bevendo un caffè vista villa da sotto le arcate della piazza antistante, un vero capolavoro: un grande spazio semicircolare, chiuso dalla villa sul lato rettilineo e delimitato su quelli curvi per metà da un loggiato e per l'altra metà da alberi.

 

 

Partendo da Padova e dirigendosi verso sud, ecco villa Giustiniani a Vanzo, presso San Pietro Viminario, da visitare soprattutto per i giardini: prezioso il roseto che conta centinaia di varietà antiche e moderne.

 

Poco lontano, villa Garzoni a Pontecasale di Candiana è l'unico edificio di campagna realizzato dal grande architetto Jacopo Sansovino: preceduta da una scenografica cancellata e un breve viale di statue, ha una splendida facciata di proporzioni perfette. Notevoli anche i camini dell'interno.

 

Rimanendo nel Conselvano, ecco villa Widmann a Bagnoli di Sopra, che con il suo lungo affaccio sulla piazza del paese costituisce ancora il fulcro dell'intero centro abitato; progettata dal Longhena, ospitò varie volte Carlo Goldoni. Oggi è sede della casa vinicola Borletti e del Consorzio tutela vini doc Bagnoli; nelle scuderie è allestito un agriturismo.

 

E' invece ad Este villa Contarini detta Vigna Contarena, cinquecentesca, con una ricca decorazione ad affresco settecentesca che caratterizza le stanze principali; la barchessa è stata trasformata in agriturismo.

 

Approdiamo sui colli Euganei per esplorare due ville. La prima è la splendida, cinquecentesca villa Emo Capodilista a Selvezzano Dentro, a pianta stranamente quadrata: domina il territorio pianeggiante di Montecchia dall'alto di una collina. Oggi fa parte di una tenuta vinicola.

La seconda è villa dei Vescovi a Luvigliano, anch'essa cinquecentesca, donata al fondo ambiente italiano nel 2005.

 

Ci spostiamo nuovamente in pianura per trovare il castello di S. Pelagio a Due Carrare, di origine medievale ma ristrutturato a villa nel Settecento. Nel castello prese stanza la squadriglia Serenissima guidata da D'Annunzio, che partì da qui per lo storico volo su Vienna del 1918. Oggi ospita il Museo dell'aria; degno di nota anche il giardino.

 

Nella parte settentrionale della provincia l'itinerario si conclude con tre ville di sicuro interesse.

 

A Massanzago è villa Baglioni, oggi Municipio, imperdibile per gli affreschi che il conte Baglioni commissionò tra il 1719 e il 1720 al giovane Giambattista Tiepolo, al suo primo grande incarico. Le scene ispirate al mito ovidiano di Fetonte, soprattutto quella che vede Fetonte mentre chiede il carro del Sole ad Apollo, sono grandiose.

 

A Levada è invece Ca' Marcello. La famiglia veneziana possedeva qui una residenza di caccia dal Cinquecento, ma la villa divenne dimora di rappresentanza nel XVIII secolo, quando i marchesi Maruzzi fecero trasformare il prospetto e decorare in modo fastoso gli interni. Bellissimi il Salone da ballo, gli stucchi, i giardini.

 

Dulcis in fondo è il gioiello dell'area, quella villa Cornaro che Palladio progettò a Piombino Dese: proporzioni ideali, logge sovraposte. monumentale ma leggera.

 

 

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