Ville Venete - Le ville della provincia di Verona

La storia delle ville nel territorio veronese non è dissimile da quella di altre province venete: fu Venezia a modellare il territorio e installare nuove metodologie produttive, a partire dal Quattrocento, quando la famiglia della Scala dovette lasciare il passo alla Serenissima.

 

Vennero edificate ville, quindi, come centro di controllo e di produzione; e insieme a loro anche parchi e giardini, forse ancor più presenti rispetto al resto della regione, complice un paesaggio contrassegnato da colline, lago e corsi d'acqua.

 

Per capire come la terra era allora un bene ambito, è emblematico il caso di Agostino Brenzoni, giureconsulto a Venezia, il quale nel 1538 investì una raguardevole somma di denaro nell'acquisto di una proprietà a punta San Vigilio sul lago di Garda: qui realizzò una villa dove dedicarsi alla coltivazione dei campi, ma anche a un'attività commerciale di olio e vino che partiva proprio dal giardino e dal porticciolo sul lago. Oggi la vocazione produttiva delle ville veronesi è spesso mantenuta. 

 

 

Prima di iniziare il nostro itinerario fra le ville del Veronese, segnaliamo un "palazzo latineggiante": villa della Torre, una villa cinquecentesca che rappresenta una gloriosa eccezione nel variegato panorama delle Ville venete.

Imponente e austera, da lontano sembra un piccolo fortilizio che domina le colline a un passo dal centro storico di Fumane, nel cuore della Valpolicella vitata, a 15 chilometri da Verona.

Ultimata nel 1562, è un complesso costruito secondo i canoni delle antiche domus patrizie di epoca romana. Villa della Torre non era certo una dimora di campagna costruita per governare da vicino le attività agricole: piuttosto un centro raffinato dove si incontravano intellettuali e aristocratici.

L'impianto centrale lo si deve a Giulio Della Torre, intelletuale e umanista, metre tra gli architetti che parteciparono alla costruzione ci sono Giulio Romano, autore di palazzo Te a Mantova, e Michele Sanmicheli, manierista tra i più attivi in quegli anni nei territori della Serenissima. A lui, secondo quanto scrive Vasari nelle Vite, è attribuibile con certezza la chiesetta a pianta ottagonale annessa alla proprietà, per anni usata come parrocchiale dai fumanesi e oggi teatro dei matrimoni che di tanto in tanto si tengono in villa.

Fino a pochi anni fa questo posto era chiuso. Adesso, grazie alla famiglia Allegrini, è un luogo aperto non solo per i tanti clienti stranieri, che qui trovano la personificazione di una certa idea del fare vino in Italia, ma anche per la comunità.

Oltre a far rivivere l'antico spirito umanista di villa della Torre, gli Allegrini sono riusciti a ricostruire la proprietà così com'era nel Seicento: con la grande tenuta esterna piantata a vite e il bosco sulla collina che sovrasta la villa riuniti tutti nelle stesse mani. Mani che adesso promettono di curarle con la stessa certosina attenzione che riservano ai loro vini.

 

 

L'itinerario può iniziare da Illasi, nella fascia collinare a est di Verona, dove si trovano villa Carlotti, nel centro del paese, e villa Sagramoso, grandiosa per imponenza architettonica: fu conclusa nel 1737 e merita la visita sia per gli affreschi interni sia per l'enorme parco.

 

Più a sud, al confine con la provincia di Padova, ecco villa Bevilacqua, esempio perfetto di castello convertito con il tempo in villa: oggi, impreziosita da affreschi cinquecenteschi restaurati, è un relais di charme con ristorante.

 

Nella Bassa Veronese troviamo almeno due dimore degne di nota. A ovest di Cerea villa Dionisi, detta Ca' del Lago, settecentesca, con grande parco all'inglese, oggi sede della fondazione Aldo Morelato e del Museo delle arti applicate nel mobile contemporaneo.

 

Poco lontano, tra le risaie di Isola della Scala, è invece la monumentale villa Pindemonte, formata da più corpi di fabbrica realizzati nel Settecento su edifici preesistenti.

 

Più a ovest, a Valeggio sul Mincio, tra le colline moreniche del basso Garda, sorge la villa Maffei Sigurtà, costruita a fine Seicento e nota soprattutto per lo splendido parco di circa 60 ettari realizzato parte agli inizi dell'Ottocento, parte nel secolo successivo.

 

Ci spostiamo sul lago di Garda per villa Brenzoni Bassani. Un capolavoro di villa che Agostino Brenzoni si fece costruire sull'ultima propagine del Monte Baldo, a Punta San Vigilio, uno dei gioielli assoluti del Garda, uno dei simboli stessi del lago.

Disegnata da un grande architetto, il Sanmicheli, la villa è "non ammirevole per magnificenza, ma gradevole per semplicità ed eleganza". Tutt'intorno un giardino fiorito, statue, busti in pietra, epigrafi, cipressi e limoni.

 

Poco lontano dal lago, a Cavaion Veronese, è villa Cordevigo, elegante dimora immersa in una lussureggiante tenuta di cento ettari coltivata a vigneti e oliveti, recentemente trasformata i Wine Relais 5 stelle; mentre la seicentesca villa Carlotti, caratterizzata da un attico coronato da timpano triangolare, sorge al centro di Caprino Veronese, di cui oggi è il Municipio. All'interno si conservano affreschi dal XV al XVIII secolo e un piccolo museo.

 

Vocazione vinicola per la settecentesca villa Novare ad Arbizzano. in piena Valpolicella; qui si produce l'Amarone Bertani.

 

L'itinerario si chiude con la maestosa villa Allegri Arvedi di Cuzzano a Grezzana, documentata fin dal Duecento come casa di proprietà di Mastino, Alberto e Cangrande della Scala; nelle forme attuali è seicentesca e rimane una delle ville meglio conservate di tutta la provincia. Circondata da una coltivazione di ulivi secolari e da un bosco di roveri, conserva anche un bel giardino all'italiana. Oggi è sede di eventi.

 

 

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