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Mangiare un "Gianduiotto" alle Zattere

Venezia è una città da conquistare a piedi e già questo è sufficiente a renderla unica. Ogni passo, ogni scalino è un pezzetto di conoscenza che si accumula nella memoria. I piedi imparano a conoscere la forma del selciato, le mani accarzzano le balaustre dei ponti e pian piano si impara a conoscere Venezia semplicemente perdendosi al suo interno. Non è raro uscire al mattino con un percorso ben preciso in mente e sorprendersi dopo molte ore a girovagare per deviazioni, scorciatoie, percorsi diversi che sempre portano a scoperte inaspettate.


In una simile prospettiva è indispensabile prevedere qualche sosta per riprendere fiato e decidere il da farsi. A seconda dell'orario si può scegliere un caffè all'aria aperta, uno spuntino in un bacaro, un'osteria, uno spritz, oppure, in orario di merenda, si può prendere in considerazione l'ipotesi di un gianduiotto. Per quest'ultima specialità, un indirizzo sicuro è la gelateria di Nico alle Zattere; il che ci dà l'occasione per regalarci una pausa di dolcezza e visitare questa zona di Venezia.


Il tramonto alle Zattere è già di per sé un momento magico, col Molino Stuchy in lontananza reso ancor più più rosso dalla luce e i gabbiani che sorvolano tranquillamente le acque della Giudecca. E' questo il momento migliore per avvicinarsi alla gelateria Nico e sedersi ai tavolini piazzati sulle fondamenta, nella bella stagione, oppure ripararsi al caldo del locale d'inverno. Cioccolate calde, caffè e gelati non mancano mai sui tavolini ingombri di bicchieri, ma a farla da padrone nella gelateria delle zattere è il gianduiotto. Questa superba golosità consiste in un parallelepipedo di gelato al gianduia artigianale, affettato da una grande forma rettangolare che troneggia in vetrina, posto verticalmente in un capiente bicchiere pieno di panna montata. Essendo fondalmentalmente un gelato, il gianduiotto è perfetto per combattere la calura estiva, ma, grazie al suo contenuto calorico, si apprezza anche nei giorni del rigido inverno veneziano dall'aria gelida e sferzante.


Nel locale, se si tengono d'occhio i movimenti del cameriere lo si vedrà avvicinarsi al banco che dà sulla vetrina, quindi alla macchina per la panna; l'intera operazione verrà svolta dando le spalle forse nono a caso: perchè rovinare la sorpresa agli avventori ? Anche il  gourmand più smaliziato non può smettere di stupirsi di fronte a quella composizione monumentale: gli eleganti bicchieri di vetro, alti e stretti, sono sormontati da un'imponente guglia bianca che ne slancia ulteriormente la silhouette. Per scovare il gianduia bisogna prima attaccare la panna, in quantità più che generosa, sempre compatta e fresca. Dopo qualche cucchiaiata, ecco la massa scura, ghiacciata, da scalfire piano piano con la punta del cucchiaino. Riuscire a portarsi alla bocca un ricciolo di gelato e un pò di panna contemporaneamente richiede un minimo di metodo ed attenzione, ma il risultato è appagante.


E per chi volesse continuare la passeggiata lungo le fondamenta, esiste anche il gianduiotto in versione "passeggio", per non dire "da asporto", termine che, chissà perchè, sembra incapace di raccontare il piacere di regalarsi la doppia dolcezza del gelato gustato in uno dei più noti luoghi di Venezia, ammirando la Giudecca.


Forse è la bellezza del luogo ad avere sempre attirato una clientela numerosa e spesso abituale, forse la bontà della panna e del gelato, o forse entrambe le cose; di sicuro gustare un gianduiotto alle Zattere non è solo un premio per le lunghe camminate ma soprattutto una piacevole e "saporita" maniera per prender parte alla vita di Venezia e dei veneziani.



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