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Venezia tra Mistero e Magia

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I misteri di una città ...

 

Venezia è magia: molti luoghi della città e della laguna e molte opere d'arte che conserva racchiudono occulte proporzioni, inquietanti significati esoterici, misteriose presenze e terribili maledizioni.

 

Migliaia di leggende si intecciano nella Laguna, storie vere, storie immaginarie, miti che si legano a una calle, a un campiello, a un pozzo, a uno di quei tanti palazzi nobiliari abbandonati e un pò in rovina, dai quali molti giurano di aver sentito rumori sinistri ...

 

... Percorsi segreti fra alcuni dei molteplici misteri della Serenissima ...

 

L'isola di Torcello ... Nella cattedrale di Santa Maria Assunta è conservato uno splendido mosaico raffigurante il Giudizio Universale.

Nella partizione e successione di questa composizione qualcuno legge un' anologia con le dieci Potenze cabalistiche chiamate SEFIROT, che costituiscono l'Albero della Vita: programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mondi.

Il sentiero di risalita, attraverso cui l'intero creato può tornare al traguardo cui tutto anela: l'unità del "grembo del Creatore ".

La sintesi del mistero racchiuso in questa raffigurazione dalle duplici valenze, è rappresentato, per alcuni, dalla Vergine con bambino nel catino absidale.

In questa figura c'è un richiamo all'antico culto di Iside e di suo figlio Horos ( il dio fanciullo ) nato dall'unione della dea quando era ancora umana e del marito Osiride ( il dio risorto ) subito dopo che è risorto a nuova immortale vita.

Questa antica sacra figura è associata alla sacra famiglia: Maria, Giuseppe e Gesù, che potrebbe essere una continuazione dell'antico culto, ovvero l' " Anima del mondo generatrice del Dio di Luce ".

 

L'isola di San Michele ... Verità ? Leggenda ?

 

In quest'isola, anticamente sede di un famoso monastero, si conservano le ceneri di fra' Paolo Sarpi appartenente all'Ordine dei Servi di Maria.

Ai suoi tempi divenne famoso perchè possedeva particolari tecniche di preghiera che gli fornivano segrete conoscenze teologiche, lasciate, secondo la leggenda, in eredità ai confratelli e tramandate nel tempo.

Nel 1777, al ritorno da un viaggio in Italia, un alto grado massonico tedesco, l'avvocato Eberhard von Wacher di Stoccarda, renderà noto al re di Prussia Federico Giglielmo II, al duca Ferdinando di Brunswick e al principe Carlo d'Assia Kassel, tutti e tre a capo di diverse sette esoteriche, che, a Firenze, aveva acquisito specifiche nozioni e tecniche inerenti una scienza occulta, grazie alla fiducia accordatagli da un vecchio monaco dei Servi di Maria.

 

... Il Canale dei misteri ...

 

L'intera città di Venezia sorgerbbe su una rete di correnti telluriche, positive e negative, che caratterizzerebbero così la sua urbanizzazione.

Lo stesso Canal Grande sarebbe la rappresentazione del serpente simbolo delle enigmatiche forze e in alcuni punti esse diventerebbero fortemente palesi.

Pensando alla disciplina orientale del Feng Shui, secondo la quale ogni casa va costruita in modo da recepire le onde benefiche  del "grande drago" che dorme nel sottosuolo, ed esaminando una qualunque cartina di Venezia, si può notare come il Canal Grande si snodi proprio come un serpente o un dragone, tagliando in due parti la città.

Abbiamo così una testa, "caput draconis" e una coda "cauda draconis". Alla fine di quest'ultima troviamo l'isola di San Giorgio con l'omonima chiesa, e se pensiamo che nella tradizione cristiana san Giorgio è il santo che uccide il drago, questa collocazione non sembra casuale; altrettanto si potrebbe dire per la Basilica di San Marco, posta sulla riva opposta a salvaguardia di queste oscure energie ...

 

... Ca' Dario, il palazzo maledetto ...

 

Attraversando il Canal Grande, oltre il ponte dell'Accademia, comparirà l'inconfondibile facciata di Ca' Dario, molti proprietari del quale, nel corso della storia, sono finiti in rovina o morti violentemente.

Sulla facciata campeggia l'iscrizione: URBIS GENIO JOANNES DARIUS, voluta da Giovanni Dario per omaggiare il "genio" della città.

Secondo alcuni studiosi la frase nasconderebbe un orribile segreto dato dal suo anagramma: SUB RUINA INSIDIOSA GENERO, "colui che abiterà sotto questo tetto andrà in rovina".

Dicerie? Superstizione?

La maledizione del palazzo è solo una leggenda e il talismano mistico che allontana le negatività sul portone acqueo del palazzo a fianco a Ca' Dario è solo una curiosa coincidenza; però c'è.

 

... Ca' Mocenigo e lo spettro di Giordano Bruno ...

 

Ospite proprio dei proprietari Mocenigo, che lo denunciarono come stregone, Giordano Bruno fu arrestato nel 1593, per finire sul rogo a Roma sette anni più tardi, dopo un interminabile processo.

La superstizione popolare sostiene che il fantasma dell'eretico si manifesti tuttora in quell'edificio : ogni anno il 17 febbraio, ricorrenza del supplizio.

 

... Rabbrividire di fronte al Casino degli Spiriti ...

 

Quella che circonda il Casino degli Spiriti è un'aura di mistero che nasce da un episodio vero, per diventare storia di fantasmi.

Ci troviamo vicino alle Fondamente Nuove dove si trova Palazzo Contarini dal Zaffo di cui fa parte il Casino degli Spiriti, chiamato così perchè da secoli ritenuto un luogo di ritrovo di spiriti irrequieti.

L'edificio fu costruito nel Cinquecento da una nobile famiglia che ospitava convegni e incontri letterari, tuttavia, diverse storie si intrecciano attorno a questa casa, dando luogo alla credenza che sia infestata dai fantasmi.

Secondo alcuni, infatti, nei saloni del palazzo si tenevano delle cerimonie magiche, e pare che gli adepti di qualche setta praticassero sedute spiritiche e invocassero demoni.

Lo spirito più famoso è quello del pittore Luzzo che in quelle stesse stanze, si incontrava con Giorgione, Tiziano e Sansovino, ma che, invaghitosi di tale Cecilia, una delle amanti del Giorgione, e mai corrisposto, si suicidò per la disperazione.

Ancor oggi sembra che di notte si vedano luci ondeggianti di candele, come se qualcuno si aggirasse per le stanze, e si sentano strani rumori che turbano la quiete della laguna ...

 

 

A Venezia la maggior parte dei veneziani è convinta di convivere da sempre con i fantasmi.

Sono in molti a sostenere che i canali di Venezia siano percorsi da intangibili presenze, buone o cattive come le sette streghe che si muovono nella laguna su di una grande gondola mortuaria.

Sempre lungo i canali si potrebbero avvistare donne vestite di bianco, che cantano malinconiche canzoni mentre lavano e stendono panni: sono le anime delle donne morte di parto.

Fosco Loredan emerge periodicamente dalle acque del Canal Grande tenendo fra le mani la testa mozzata della moglie, da lui decapitata per gelosia nel 1598.


 

... Cosa appare in laguna quando calano le brume notturne?...

 

La laguna con i suoi silenzi profondi, le nebbie che calano all'improvviso e i suoi millenari misteri hanno ispirato molte leggende nere, spesso originate da fatti di cronaca. 

 

COSA ACCADE - Il 29 novembre 1904 il vaporetto Pellestrina diretto a Burano, mentre si trovava al largo di San Michele in Isola ( il cimitero di Venezia ) decide di invertire la rotta a causa della nebbia, ma non si accorge di essere seguito da due gondole.

Una viene investita e spezzata in due. Quattro persone che si trovano a bordo sono subito salvate, ma altre cinque, tutte donne, finiscono inghiottite dalle acque.

LE RICERCHE - Tre donne vengono trovate nelle ore successive: due morte e una terza ancora viva aggrappata a una bricola. Morirà poco dopo. Una quarta vittima riaffiorerà dieci mesi più tardi, dopo essere apparsa in sogno alla sorella.

... PIU' DI 100 ANNI DOPO - Manca ancora all'appello una bambina, Giuseppina Gabriel Carmelo. Il suo corpo non è mai stato trovato, ma c'è chi dice che nelle notti di nebbia affiori da qualche parte in laguna una piccola bara galleggiante, illuminata da quattro ceri ai lati perchè nessuno ci finisca contro.

Un mistero lagunare ... non resta che appostarsi e vedere se è vero ...

 

... una delle leggende più patriottiche delle Laguna ...

 

Il fantasma di Giuseppe Zolli, un garibaldino che aveva giurato a Garibaldi di essere pronto a guardargli le spalle anche dopo la morte, comparve nel 1921 nei giardini della Biennale di Venezia.

Alcuni testimoni raccontarono di essere stati colpiti misteriosamente passeggiando in prossimità della statua dedicata a Garibaldi che si trova ai giardini.

L'inquietudine popolare costrinse le autorità a istituire una ronda di fronte alla quale il leggendario aggressore si materializzò in un garibaldino in divisa con tanto di camicia rossa.

Gli abitanti del quartiere gli fecero erigere una statua alle spalle di Garibaldi in modo tale che potesse sempre vegliare su di lui.

Da allora, non vi furono più aggressioni e apparizioni. 

 

 

Maghi, stregoni e alchimisti erano numerosi nella laguna, a partire dai più famosi: Casanova e Cagliostro. 

A parte qualche caso sporadico, fatture, magie e stregonerie erano a Venezia ad esclusivo appannaggio delle donne ( le streghe ), o loro attribuite dalla funesta cultura dell'inquisizione. 

A Venezia generalmente non si trova traccia di culti demoniaci. Il diavolo inoltre non veniva mai rappresentato e se a volte il diavolo possedeva qualcuno, veniva chiamato un esorcita per liberarlo. 


 

... Tra le creature soprannaturali non manca neppure il diavolo ...

 

 

Si narra di un avvocato trafficone e disonesto che aveva come domestico una scimmi.

Una sera fu invitato a cena il beato fra' Matteo da Bascio, il quale intuì subito che la scimmia era in realtà il diavolo.

La scimmia, smascherata, ammise di essere lì per aiutare l'avvocato nei suoi loschi affari e per portargli via l'anima.

Il frate con un esorcismo liberò per sempre la casa dall'essere infernale: il foro aperto da Satana in fuga fu otturato con la statuetta di un putto, che si può ancora ammirare sulla facciata del Palazzo dell'Angelo, nel sestiere di San Marco.

 

 

Molte sono anche le leggende che colorano di magia gli studi dei rabbini della Giudecca, maestri di alchimia e studiosi di cabala, e degli arabi che avevano una forte presenza nella città.

Ne troviamo testimonianza nel quadrante della torre dell'orologio in cui, tra i simboli astronomici e astrologici, sono presenti le raffigurazioni dei mori.

Più sconcertanti sono le simbologie arabe presenti nelle vicinanze della Porta della Carta, accanto alla Basilica di San Marco. In un angolo è collocato il gruppo scultoreo dei tetrarchi, che la tradizione collega all'alchimia come testimonia il fregio alla base del gruppo, raffigurante due putti e due draghi intrecciati che portano un cartiglio con la scritta in veneziano arcaico: " Uomo faccia e dica pure ciò che gli passa per la testa e veda ciò che po' capitargli ".

Sempre sullo stesso lato della basilica sono presenti due colonne provenienti da Acri nelle quali si mescolano cultura cristiana e mora, in una mistica commissione di immagini; e tra queste spiccano tre enigmatici criptogrammi che alcuni leggono come invocazioni ad Allah.



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