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Ridotti e Casini

Il Ridotto - Venezia

I ridotti e i casini erano delle piccole case o soltanto delle stanze, dove i veneziani si divertivano col gioco d'azzardo o intrattenendosi con le cortigiane. Fin dal Cinquecento al loro interno scoppiavano risse, a volte cruente; per questo intervennero varie leggi del Consiglio dei Dieci a regolarne il funzionamento e mantenere l'ordine.

Tra i ridotti più importanti c'era senz'altro quello aperto nel Palazzo Dandalo a San Moisè nel 1638, tanto che veniva chiamato semplicemente "Il Ridotto". Al suo interno vi erano molti tavoli in fila, in ognuno dei quali era seduto un gentiluomo che teneva il banco con zecchini e ducati, e che aspettava i giocatori. Potevano giocare i nobili o chiunque portasse una maschera, la baùta, molto usata a Venezia per poter partecipare a feste, schiamazzi e altro, senza rivelare la propria identità. La fama del Ridotto si sparse in tutta l'Europa, tanto che gli stranieri più facoltosi che passavano per Venezia correvano a visitarlo; fra gli altri, anche Federico IV re di Danimarca nel 1708. Cliente fisso ne fu Giacomo Casanova. Un altro casino famoso era quello di Marco Dandalo, dove il Casanova era di casa e si faceva inviare la corrispondenza.

Al Ridotto si giocava alla Bassetta, al Faraone e a tutti quei giochi d'azzardo nei quali i frequentatori si accanivano, sperperando intere fortune e arrivando perfino a privarsi di effetti personali, quali orologi, anelli, collane, tabacchiere. La regola generale del Ridotto era quella di giocare nel massimo silenzio; interi patrimoni cambiavano di proprietà, facendo diventare ricchissimo qualche giocatore o riducendone sul lastrico qualche altro, ma il tutto avveniva freddamente, silenziosamente.


Logicamente c'erano dei bari che, se scoperti, venivano banditi dalla città con dei processi pubblici. Dagli archivi di questi processi si scopre che nella seconda metà del Settecento venivano sorpresi molti nobili, come il conte Alessandro Romano da Verona o il conte Gian Battista Colussis Friulano, come il prete Francesco Dalla Poma o altri personaggi pubblici.


Con il gioco d'azzardo di solito si accompagnano anche i facili costumi; al Ridotto si poteva amoreggiare liberamente con delle cortigiane, a volte messe in palio come vincita. Gli eccessi giunsero a un punto tale di licenza che il Consiglio dei Dieci lo fece chiudere il 27 novembre 1774. Da questa chiusura ne guadagnarono i casini, più piccoli e meglio gestibili, dove si giocava fino all'alba e si svolgevano ogni sorta di feste e di orge.


Negli ultimi anni della Repubblica di Venezia si contavano in città ben 136 casini; c'erano quelli pubblici e quelli privati, che erano di proprietà di qualche nobile o si potevano prendere in affitto presso qualche intromettitore che stazionava sempre in Piazza San Marco. Alcuni casini erano dei veri e propri postriboli, con letti eleganti, specchi, vasche da bagno in marmo, la cena servita in camera attraverso un'apertura sul muro, fatta apposta per impedire che dall'esterno si vedesse chi la occupava e cosa stesse facendo.


Non tutti però erano luoghi di perdizione, ve ne erano molti con accademie musicali, letture di poesie, semplici feste da ballo; fra questi c'era il Casino dei "Filarmonici", delle "Dame", dei "Mercanti", dei "Concordi", degli "Asini", degli "Orsi" e molti altri.

Ce n'erano per tutte la categorie: vi erano i casini per soli nobili, altri per i normali cittadini, altri ancora per i segretari; c'era anche un casino per i cuochi. I casini dei ceti più bassi erano lontani dal centro, con un orto per poter giocare a palla.

Ricordiamo il Casino degli Spiriti, solitario e proteso verso la laguna alla Madonna dell'Orto ( Cannaregio ) e adiacente al giardino del Palazzo Contarini dal Zaffo, dove si svolgevano grandi feste e incontri letterari. Venne chiamato così  forse perchè appartato e in un luogo un tempo poco abitato, o forse perchè di notte si scorgevano da lontano le luci ondeggianti delle candele, unite ai suoni che si spandevano nella laguna con una forte eco.



Photo album

Pietro Longhi - Il Ridotto ( coll.priv. )Pietro Longhi - Il Ridotto ( Accademia Carrara, Bergamo )Francesco Guardi - Il Ridotto ( Ca' Rezzonico, Venezia )Francesco Guardi - Ridotto a Palazzo DandaloPietro Longhi - Il Ridotto

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