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La Malcontenta - La strana storia della villa palladiana

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Un salto in terraferma per verificare quanto la realtà possa essere trasformata dalla fantasia e dalla poesia di un popolo.

 

La leggenda della Malcontenta nasce da un curioso incontro tra una storia di colore locale e la storia vera della deviazione di uno degli immissari della laguna veneta, il Brenta.

 

L'alveo del fiume ha un andamento anomalo, che porta qualche problema nel regolare flusso della corrente; si tratta di un problema noto da secoli.

Già in un documento del 1444 apprendiamo che il senato veneziano era impensierito per le acque del Brenta le quali giungevano a Fusina: "Con massa imponente e disordinata e non potevano essere contenute o malamente contenute ".

Già nel 1368 il fiume era stato deviato, ma continuava a rompere gli argini, così, nel 1444 fu scavata una fossa, che doveva fungere da alleggerimento, ma questa non diede i risultati sperati, tanto che in quel punto la corrente, che sembrava prendersi gioco dell'uomo, venne ribattezzata la "male contenuta", con derivazione dal latino male contempta...quella che non si riesce a domare, a regimare appunto.

 

Questo soprannome legato alla furia dell'acqua viene però presto dimenticato e un'altra storia nasce e si lega alla mala contenuta.

 

Qualcuno incline ad ascoltare e a narrare leggende, quando vide a poca distanza dal fiume quella villa quasi abbandonata incorniciata da filari di salici pingenti, pensò che il nome del luogo nascesse dalla storia della sua infelice proprietaria.

 

La villa in questione è una bella e nota villa palladiana, situata tra le province di Padova e Venezia, non molto distante da Mira, che la leggenda vuole abitata da una nobildonna della famiglia Cornaro, tale Elisabetta Foscari, vissuta negli anni del Settecento veneziano.

La leggenda della bella dama sembra risalire al 1800: con la caduta della Repubblica di Venezia i Foscari avevano abbandonato la città e la villa versava in completo abbandono. Elisabetta viveva ancora qui in una sorta di esilio, allontanata da Venezia a causa della sua vita dissoluta e libertina.

Isolata a forza dalla vita cortigiana e fastosa a cui era dedita, Elisabetta mal si era adattata alla quieta monotonia della campagna e aveva passato gli ultimi anni di vita in una malinconica depressione.

 

Da allora in molti giurano di aver visto muoversi leggera per il parco della villa, nelle notti di luna nuova, l'ombra di una splendida donna dai capelli rossi, vestita di bianco: ed è così che nell'immaginario popolare la mal contenuta acqua del Brenta si è trasformata nella Malcontenta, l'inquieto spirito della villa.



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