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Il Mappamondo di Fra Mauro

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Alla Biblioteca Nazionale Marciana campeggia il maestoso mappamondo del monaco camaldolese Fra Mauro, uno dei massimi monumenti della cartografia medievale.

 

Il Planisfero fu eseguito dall'appassionato geografo e dai suoi collaboratori a San Michele in Isola attorno alla metà del XV secolo.

 

Pare che , per completarlo, siano occorsi circa venti anni di lavoro e soprattutto di contatti coi tanti missionari, viaggiatori, marinai, esploratori, che con fra Mauro comunicavano da tutto il mondo conosciuto, e venne realizzato utilizzando come traccia un'antica mappa precedente e un analogo planisfero portato dalla Cina da Marco Polo.

 

Il Mappamondo di Fra Mauro è una carta di forma circolare ( cm 196 x 193 ), inscritta in un quadrato di 223 cm di lato, disegnata a colori su fogli di pergamena, a loro volta incollati su tavola di legno e impreziositi dall'oro della cornice dorata. Il planisfero vero e proprio è leggermente ellitico; negli angoli figure cosmografiche descrivono le sfere celesti e le maree.

 

La carta rappresenta la summa delle conoscenze geografiche e antropologiche dell'epoca. Vi sono rappresentati i tre continenti, l'Europa, i cui contorni si rifanno alle carte nautiche del tempo, l'Africa, il cui disegno è rivolto a Oriente, con l'isola di Diab e circondata dal mare, mentre l'Asia, che occupa metà del mappamondo, è circondata da una corona di isole.

 

Alcuni luoghi sono molto ben descritti e disegnati in quanto anche allora molto ben conosciuti, come l'Europa e tutto il bacino del Mediterraneo, mentre altri lasciano un pò a desiderare quanto a precisione poichè  terre lontane non ancora ben note, come l'Africa e l'Asia.

Com'è ovvio non vi sono raffigurate le Americhe poichè, al momento della sua realizzazione, il viaggio di Cristofolo Colombo non era ancora avvenuto.

 

Un planisfero grandemente innovativo per l'epoca: l'orientamento non è più a est, secondo la tradizionale cartografia cristiana, ma a sud, come usava la cartografia araba, e infine Gerusalemme non è più al centro della proiezione.

 

Bellissime sono le caratteristiche miniature-vignette che identificano le località principali e tutta una serie di elementi decorativi che lo rendono particolarmente interessante e curioso: file di alberelli per indicare i confini delle varie province, fiumi molto sinuosi dai colori sfumati, mari con onde dalle quali emergono fantastici animali marini.

 

Del mappamondo pare fosse stata fatta una copia, donata ad Alfonso V, re di Portogallo, che, se mai è esistita veramente, è andata perduta.

 

L'Opera meritò a Fra Mauro quella medaglia celebrativa che, lui ancora vivente, gli coniò la Signoria di Venezia, consacrandolo "cosmografo incomparabile", già capace, nel suo secolo, di guardare a Venezia e alla terra tutta nelle loro "giuste proporzioni".

 

 



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