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I Gondolieri

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Nei secoli addietro erano chiamati semplicemente barcaroli, fino a quando la gondola non divenne il mezzo più usato e natante personale di ricchi e nobili veneziani. Ogni famiglia nobile aveva il suo gondoliere da casada, stipendiato e a sua disposizione; altri gondolieri lavoravano nei traghetti e venivano chiamati sia gondolieri, sia barcaroli. Gondoliere divenne anche sinonimo di maestro di voga.


Barcaioli e gondolieri erano riuniti in una organizzazione chiamata "Fraglia dei barcaroli", che si suddivideva in varie "fraglie di traghetto"; i componenti si chiamavano "fratelli di traghetto" e avevano i loro rappresentanti pubblici con a capo il gastaldo, che doveva tenere i conti e prestarli alle autorità, oltre a far rispettare le regole interne alla "faglia" stessa. Queste regole si chiamavano "Mariegole" , e contenevano sia regole interne, sia leggi emanate ad hoc dallo stato, come ad esempio le disposizioni per il soccorso ai gondolieri poveri o malati, le varie tariffe per i trasporti, o le disposizioni in materia di ordine pubblico. Le "fraglie" affittavano inoltre dei "posti barca" ai gondolieri e per questo dovevano pagare una piccola tassa allo stato, chiamata "insensibile", e contribuire alla manutenzione e allo scavo dei canali.


I qualche modo personaggi pubblici, i gondolieri dovevano garantire anche una specie di "protezione civile" in caso di necessità. In un'ordinanza della fine del Cinquecento si stabiliva che non potessero portare, né di giorno né di notte, alcun tipo di arma senza una licenza concessa dal Consiglio dei Dieci.


Anche i gondolieri erano riuniti in corporazione e avevano la loro "Scuola" presso la chiesa di San Silvestro, sotto la protezione di San Giovanni Battista, dove si riunivano per discutere sulle tariffe, sulle assunzioni e sulla vita sociale della categoria.


Verso la fine dell'Ottocento, con l'avvento dei battelli a motore per il servizio urbano di trasporto a Venezia, si pensò che i gondolieri sarebbero scomparsi. La mobilitazione e gli scioperi non fermarono tuttavia la motorizzazione, ma neppure i gondolieri sono scomparsi.


Figura legata a tutti gli avvenimenti della Repubblica, fasti o nefasti, accompagnando sia la nobiltà che il popolo, il gondoliere ha goduto di veri privilegi di casta, in quanto spesso depositario di importanti segreti della nobiltà che serviva ! Anche dopo la caduta della Repubblica troviamo i gondolieri protagonisti: in prima linea nel marzo del 1848, all' attacco dell' Arsenale in mano agli austriaci o nel traghettare i patrioti a Mestre, oppure nei forti a difesa della città o arruolati in gran numero nelle brigate partigiane, durante l'occupazione nazifascista nelo 1943-45.


A Venezia, chi faceva il gondoliere era di solito figlio di gondoliere; ora si può fare un pubblico concorso , con esami teorici e pratici, aperto a tutti. Nel 1999 vi è stata la prima domanda da parte di una donna, che suscitò molto scalpore e grandi dibattiti tra chi riteneva che la categoria fosse un esclusivo appannaggio del sesso "forte". Sebbene l'esame le sia andato male, oggi può capitare di essere portati in gondola da qualche ragazza con il classico cappello di paglia !


Oggi il gondoliere fa vivere al turista un'ebbrezza sconoscita, portandolo a spasso in questa città d'acqua, ma anche per un veneziano fare un "giro" in gondola è come fare un salto indietro nella storia.



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