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I Ciarlatani o monta in banco

A Venezia i ciarlatani erano più comunemente noti come monta in banco, proprio perchè la loro professione si svolgeva all'aperto, quasi sempre in Piazza San Marco, sopra una pedana, sulla quale montavano dopo essere saliti su di una scaletta di pochi pioli.

 

Sempre pronti a stupire con decorazioni, costumi e stendardi, spesso si facevano accompagnare da suonatori e ballerine, tanto da creare un vero teatrino all'aperto.

 

Lo spettacolo serviva per attirare la gente, i passanti, che presto diventavano folla e a quel punto saliva sul banco il ciarlatano che iniziava a declamare le virtù dei suoi prodotti: creme, unguenti, polveri, cerotti, giulebbi, sciroppi, acque di bellezza e molto altro ancora.

 

A Venezia i ciarlatani accorrevano da tutta Europa per sciorinare la loro eloquenza e tra essi, anche quelli più bravi ed eloquenti rimasti famosi per le loro capacità dialettiche e per i loro preparati: il Cieco da Forlì, Zan della Vigna, Mastro Paolo da Arezzo, il Moretto da Bologna, Giuseppe Colombani da Parma, Monsù Guascon, Maestro Leone Tartaglini, oltre a Marco Bragadin, detto Mamugnà, che addirittura pretendeva di trasformare il metallo in oro e che, per aver perfino tentato di imbrogliare il doge Pasquale Cicogna, dovette fuggire e rifugiarsi in Germania dove venne decapitato.

 

Il toscano Maestro Leone, Leone Tartaglini, si arricchì invece vendendo una polvere vermifuga per bambini, da lui creata utilizzando come principale componente un'alga essicata: la cosiddetta corallina.

 

Questa è la precisa ricetta riportata in un manuale per farmacisti cinquecentesco:

" Togli di corallina e seme santo ana oncia due, dittamo bianco, tormentilla et bistorta ana oncia una et fa polvere sottilmente, irrigando con aceto fortissimo; et facciasi seccare all'ombra, et poi danne una dramma o almeno mezza con vino overo con acqua di porcellana ".

 

Purtroppo, nulla poterono i suoi prodotti quando scoppiò la terribile pestilenza del1576 che, il primo ottobre, gli sottrasse la sua diletta sposa e che, poco dopo, portò via anche lui.

 

Uno degli oggetti di maggior richiamo che Maestro Leone esponeva sul suo banco erano alcune carcasse di pesce che, opportunamente essicate e ripiegate, acquistavano un aspetto orribile e che il ciarlatano spacciava per mostri e mitici basilischi.



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