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I Casoni e la laguna veneta

La zona sub-costiera, comprendendo in essa anche le lagune venete, che dalle foci del Po va fino all'Isonzo, e' l'area insediativa di quei particolarissimi manufatti architettonici noti come "casoni" veneti.

 

I casoni sono le tipiche costruzioni lagunari. Non hanno un'origine storica precisa e i primi documenti che ne fanno menzione risalgono all'eta' romana, intorno al II sec. d.C.

Una tecnica di costruzione molto semplice, che sfrutta materiali facilmente reperibili nell'ambiente circostante puo' comunque realisticamente far pensare ad una loro presenza anche in tempi molto piu' antichi.

 

Si tratta di una unita' abitativa rurale, ma, nelle lagune , piu' propriamente piscatoria, di forma rettangolare, col tetto di paglia o di foglie di grano, a due, ma piu' spesso a quattro spioventi molto accentuati sostenuti da una intelaiatura di legno estremamente semplice, con un pavimento, generalmente, in terra battuta e, i piu' antichi, con il focolare, il "fogher", posto al centro dell'abitazione senza condotto per i fumi, che uscivano dalle aperture di porte e finestre o tra gli interstizi dele canne che formavano il tetto.

 

Si tratta di una architettura spontanea, molto elementare, ma di ottimo risultato per la difesa dal freddo e dalle intemperie, di immediata derivazione dalle piu' antiche e semplici capanne.

 

I casoni sono stati per molti secoli, le uniche residenze degli abitanti della laguna. Solo nel periodo medievale, con l'espandersi della citta' protetta dalle mura, i "veneti" iniziarono ad abbandonare queste rustiche dimore per andare ad abitare in luoghi piu' protetti e sicuri. Anche se, fino a pochi anni fa, continuarono comunque ad usarli come residenze stabili nai lunghi periodi di pesca.

 

Ora che la pesca si pratica quasi esclusivamente in mare, molti casoni hanno perso la loro caratteristica funzionale e quelli che sono rimasti hanno assunto un valore folcloristico e di ritrovo social-culinario.

 

Disseminati un po' ovunque all'interno delle lagune, i Casoni davano ospitalita' ai pescatori e alle loro famiglie, che tra le mura di fango, vi svolgevano ogni attivita'.

 

La struttura interna del casone era generalmente di due tipi: il primo, piu' semplice, prevedeva due o quattro stanze addossate ad una delle due pareti piu' lunghe alle quali si accedeva attraverso un corridoio su quale dava la porta d'ingresso. Il secondo, piu' diffuso e piu' complesso, prevedeva un porticato lungo la parete a sud del casone, dal quale si accedeva, attraverso la porta d'entrata, alla cucina e alle altre stanze.

 

Il porticato era importantissimo perche' permetteva di svolgere attivita' lavorative all'aperto anche in condizioni climatiche non favorevoli, inoltre l'esposizione a sud permetteva la miglior difesa dalle piogge e dai gelidi venti di tramontana.

 

Analogamente la cucina e il focolare, nei casoni piu' recenti, erano anch'essi posti verso sud in modo che i fumi e le faville della combustione fossero sempre sottovento evitando possibili incendi.

 

Un'altra specifica caratteristica dei casoni erano le aperture per le finestre, sempre molto piccole. D'estate si voleva evitare che gli infuocati raggi solari entrassero con troppa facilita' all'interno dell'abitazione, mentre d'inverno si conteneva al massimo la dispersione del calore.

 

Oggi i casoni nella laguna veneta non esistono quasi piu'. Nel 1930  un regolamento urbano del Comune di Venezia prevedeva il loro abbattimento per sostituirli interamente con nuove casette piu' idonee.

Si e' persa, cosi', un'intera cultura architettonica, parte non secondaria di una cultura contadina e piscatoria povera, ma di antichissima origine.



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