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Venezia Indipendente

Siamo nel 774: arrivava al culmine la lotta tra Longobardi e Franchi, guerra auspicata e voluta dal papa che si sentiva minacciato dall'espansionismo logobardo.

 

In quell'anno Carlo Magno batteva e faceva prigioniero il re longobardo Desiderio e veniva proclamato dal papa Leone III imperatore d'Occidente.

 

La signoria di Carlo Magno comprendeva così la Francia, la Germania e ampia parte dell'Italia. Ne restavano escluse le città costiere dell'Alto Adriatico e dello Ionio che rimanevano sotto il dominio della corte di Costantinopoli e naturalmente la Venezia marittima.

 

Per i Veneziani furono anni estremamente travagliati, sempre in bilico tra le potenze bizantina e franca, sempre straziati da congiure interne, sempre divisi in fazioni, sempre succubi di una politica altalenante.

 

La sede del governo da Malomocco, sotto l'urgere di un grave pericolo, si portò nell'isola di Rialto. Si era nell'anno 810: il figlio di Carlo Magno, Pipino, che governava l'Italia col titolo di re, si avvicinava minaccioso a Venezia per imporre l'autorità dei Franchi a quei fieri romani che non conoscevano altro capo che il Doge da loro stessi designato.

 

Ma le sue grosse navi, spinte accortamente nelle secche della laguna, furono letteralmente annientate dalle leggere galée veneziane: e nessun altro nemico osò mai più avventurarsi in quelle acque pericolose.

 

Venezia consacrava così la sua indipendenza: anche la nominale soggezione a Bisanzio si riduceva a qualche tributo, e in pochi anni si annullò del tutto.



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