Immagine principale

La Monarchia Ducale

Nel periodo successivo alla nomina del primo Duca ( 697 ), l'istituzione ducale fu contesa, in un clima di malessere e continue lotte intestine, tra Veneziani e Bizantini.

 

Fu brevemente interrotta a seguito del trasferimento del potere ai " maestri della milizia ". Con la morte del doge Orso Ipato, tornano a governare, per soli cinque anni, i maestri delle milizie, cioè proprio la vecchia struttura di potere dell'amministrazione bizantina.

 

Congiure e deposizioni si succedettero l'una dopo l'altra nell'irrequieteza che regnava nelle aree lagunari in quegli anni , segnati dalla massima espansione della potenza longobarda.

 

Il terzo maestro dei militi, Teodato Ipato, a capo di una congiura, nel 742, si fece eleggere doge dai suoi sostenitori sottraendo definitivamente l'elettività ducale  al controllo imperiale e sancendo così l'inizio della monarchia ducale che durò sino all'XI secolo.

 

Tutte le lotte interne, le congiure, l'oscillare dal governo dogale alla sovranità bizantina, la dissociazione politica che minava alla base l'ordinamento locale, corrosero la capacità di resistenza dell'isituto dei " maestri delle milizie " e segnarono anche la fine del governo di Cittanova Eracliana.

 

Con Teodato Ipato, da Eraclea la sede del governo si portò a Malamocco , una delle lunghe isole che dividono la laguna dal mare.

 

Seppure in un clima di alterne vicissitudini, l'istituto dogale si rafforzò e acquistò maggior dignità e la neonata comunità veneziana, faticosamente, prese una più definita connotazione politica trovando un suo equilibrio di governo.

 

L'elezione nel 765 del cittadino di Eraclea Maurizio Galbaio portò al ducato veneziano un periodo di fioritura. Il nuovo doge si adoperò per aumentare la prosperità delle genti lagunari, incentivando il commercio soprattutto di sale, prodotto localmente e di altri prodotti importati da Costantinopoli e dagli altri scali orientali.

 

Anche la popolazione crebbe, tanto che nel 774 il patriarca di Grado istituì un vescovado ad Olivolo proprio nelle isole realtine, in quella che fra pochi decenni diventerà Venezia, in senso stretto.

 

 

 



Inserisci un commento












Captcha
( * )

I commenti sono moderati, alcuni dati sono registrati nel rispetto della privacy. Inviando il commento si accettano le condizioni.