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La Dominazione Romana

Nel 302 a.C. una flottiglia di navi da guerra provenienti dalla Grecia risaliva le aree a difesa dell'antica laguna veneta, alla ricerca di un accesso che permettesse di affacciarsi su queste zone palustri. Attraversata l'area lagunare, la flottiglia spartana, comandata da Cleonimo, raggiunse l'imboccatura del fiume Brenta che lo avrebbe portato a quello che lui pensava essere un facile bottino.

 

L'incontro con gli abitanti della zona non fu felice. Cleonimo fu attaccato con violenza e costretto alla ritirata.I vincitori dei predatori spartani erano i Veneti, che secondo lo storico latino Tito Livio, erano discendenti di popoli alleati dei Troiani nell'omerica lotta contro i Greci invasori.

 

Certo è che questa leggendaria origine dei Veneti, quali discendenti da popolazioni troiane, pur se suffragata anche da altre testimonianze storiche, quali quella di Plinio, Strabone e Erodoto, non regge all'analisi storica e tutto porta a ipotizzare un normalissimo insediamento in queste aree di ristrette comunità, che trovavano qui condizioni favorevoli per la loro sussistenza .

 

I progenitori dei fondatori di Venezia provenivano da tutti quei territori circonvicini le lagune venete e dalle piatte pianure padovane, per naturale espansione territoriale alla ricerca di spazi insediativi e di fonti di sussistenza.

 

L'affermazione di continuità tra il mondo paleoveneto e quello veneziano non è suffragata da prove inconfutabili, ma l'archeologia e lo studio di alcune analogie comportamentali, negli usi, nei modelli costruttivi e insediativi sono molto chiarificatrici.

 

Una svolta importante per le antiche popolazioni venete fu la dominazione romana. Ai Veneti, alleati dei Romani durante le guerre contro i Cartaginesi di Annibale ( 247-183 a.C. ), venne presto estesa la cittadinanda romana. Il Veneto divenne provincia imperiale col nome di X Regio Venetia.

 

Vennero fatti molti lavori idraulici che portarono a vie navigabili precise e sicure che consentivano di esercitare il commercio e il trasporto. Una via molto praticata portava molto rapidamente da Ravenna ad Aquileia, il centro urbano allora più importante, transitando dalle foci del Po lungo i lidi oggi detti di Pellestina, Malamocco, Sant'Erasmo, Treporti, Cavallino per arrivare infine ad Altino e da qui raggiungere, appunto Aquileia.

 

Ancor più strutturata era l'area padano-veneta alle spalle delle lagune: Il territorio era organizzato in centuriazioni, intercalate da cardini e  decumani, tra loro perpendicolari.

 

Molte strade ben lastricate la attraversavano in tutte le direzioni. Strade sorvegliate, sicure ed estremamente trafficate. Erano la via Annia, la via Postumia che portava verso Nord, verso le Alpi, la via Claudia Augusta Altinate che dal Po raggiungeva Padova e e Altino.

 

La lunghissima Pax Romana diede stabilità e portò sviluppo, molti importanti centri urbani sorsero e crebbero: Verona, Padova, Este, Asolo, Treviso, Udine, Cividale nel retroterra, Adria, Oderzo, Concordia Sagittaria, Altino, Grado e soprattutto Aquileia nelle più immediate vicinanze del mare Adriatico. Altri centri minori esistevano e prosperavano nei pressi delle lagune e dei lidi: Equilus, l'odierna Jesolo, e il Litus Bovense, oggi Lio Mazor.

 

Una situazione di pace e tranquillità, di richezza e prosperità, che portò ad una notevole fioritura anche nei campi artistici e letterari.

 

La provincia della X Regio era profondamente connaturata con la struttura politico-amministrativa romana, era parte assolutamente integrante del territorio romano e ne condivideva in pieno le sorti.

 

Tanto Roma era grande e potente, tanto l'area padano-veneta era grande e potente, ma se Roma si trovava in difficoltà queste difficoltà influenzavano anche la regione altoadriatica.



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