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La Campagna Bellica di Narsete

L'imperatore bizantino Giustiniano decide di dare inizio alla riconquista del territorio italiano allora alla mercé dei Goti e con due campagne belliche , una guidata da Belisario nel 540 e una guidata da Narsete nel 552 effettivamente libera l'Italia dagli invasori d'oltralpe.

 

Soprattutto la campagna bellica di Narsete ha come teatro di guerra il Veneto e in particolare le lagune. Nel 552 Narsete, a capo dell'esercito bizzantino, entrò in Italia scartando sia la via marittima, sia la via ordinaria interna della Venezia terrestre, preferendo avventurarsi, superando difficoltà incredibili, lungo una via endolagunare per raggiungere quindi Ravenna.

 

Aiutato dalle genti lagunari riesce ad aggirare il nemico rappresentato dai Goti e i loro alleati Franchi. E' grazie all'aiuto ottenuto in quell'occasione che Narsete, incaricato di amministrare i territori italiani travagliati dalle lunghe guerre,  riconoscerà l'originaria autonomia degli abitanti delle lagune oltre a lasciare un tangibile riconoscimento in laguna con la costruzione delle due antichissime chiese di San Teodoro e di San Geminiano. 

 

Narsete inserì l'area lagunare e le sue isole all'interno della giurisdizione del futuro esarcato bizantino di Ravenna, in una situazione politico-militare di frontiera in quanto ad immediato contatto col neonato regno longobardo.

 

La tradizione vuole che proprio Narsete sia stato l'artefice dell'avvio dell'avventura longobarda in Italia: destituitò dal suo incarico nel 565, con l'accusa di corruzione, per vendicarsi avrebbe tramato perchè le tribù longobarde entrassero in Italia.

 

I Longobardi di Alboino dilagarono nel Friuli conquistando Cividale, occupando Aquileia (568 ), Concordia Sagittaria, Milano e Pavia, dove decisero di fissare la loro residenza reale elevandola così al rango di capitale del regno longobardo.



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