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Seconda Bolla D'Oro

La crisi normanna vide, alla fine, Bizantini e Veneziani vincitori, ma chi ne trasse grandissimo vantaggio fu proprio Venezia.

 

In cambio del suo aiuto militare a Bisanzio, la città lagunare, governata dal doge Vitale Falier, ottenne una seconda bolla d'oro ( 1082 ) che imprimeva una spinta decisiva all'arricchimento delle genti veneziane.

 

Tutti i traffici marittimi di Venezia avevano il privilegio di essere sgravati da qualsiasi tassa sullo scambio e il commercio delle merci nei porti europei e orientali rientranti nella sovranità bizantina.

 

Nella stessa Bisanzio un'area molto vasta, nei pressi del Corno d'Oro, veniva concessa ai Veneziani. Qui i rappresentanti di molte famiglie mercantili risiedevano e si dedicavano al commercio di olio, ferro, spezie, ori, preziosi, sete, damaschi, ecc.

 

Lo sviluppo della città di Venezia continuò costantemente: la popolazione aumentava e gli insediamenti crescevano.

 

L'urbanizzazione, bonificando vaste zone, avvenne un pò in tutte le direzioni, in particolare attorno a quella grande "S" che venne chiamata Canal Grande.

 

Furono costruite chiese, monasteri e aumentarono le contrade abitative con le loro calli, corti e campi, centri di vita sociale importantissimi.

 

Sia il doge Selvo, sia il suo successore Falier spesero cifre notevoli per abbellire la cappella ducale di San Marco.



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