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San Marco Evangelista a Venezia

Con la vittoria sui Franchi Venezia si destinava ad un fulgido futuro marittimo di commerci e di avventure.

 

Sono anni che vedono aumentare la prosperità delle genti lagunari e una raggiunta autonomia rispetto al governo bizantino.

 

Questo clima di sviluppo e di grande impegno non riuscì purtroppo a cancellare vecchie ruggini intestine e portò addirittura nuove tensioni.

 

Gli interessi, in uno stato che possedeva tutti i presupposti per diventare una grandissima realtà politica in breve tempo, erano enormi e fecero sorgere nuove tensioni .

 

E' proprio in questo travagliato periodo che avviene uno degli episodi più significativi dell'intera storia di Venezia: il furto e il trasporto del corpo dell'evangelista Marco a Venezia ( 828 ).

 

L'azione dei due eroici mercanti veneziani, Bono da Malamocco e Rustico da Torcello, rafforzerà ancor più il potere ducale, rendendo la capitale politica veneziana il centro religioso più prestigioso del dogado e finendo per attrarre anche la residenza patriarcale.

 

Le sante reliquie, una volta giunte a Venezia, vennero custodite a Palazzo Ducale fino a quando fu costruita una cappella atta ad ospitarle, quella che sarà poi la chiesa di San Marco.

 

San marco venne acclamato come patrono della città accanto al vecchio san Teodoro, ma in una posizione assolutamente predominante. Egli rappresentava quel nuovo patrono che poteva unificare gli abitanti delle lagune sotto un nuovo simbolo che non fosse d'importazione greca, ma che dimostrasse il principio di emancipazione da ogni dominio straniero.

 

L'episodio storico rappresenta una importante affermazione di indipendenza del potere politico dogale dalla gerarchia ecclesiastica romana con un decisivo assoggettamento dello stesso patriarcato all'autorità dogale, caratteristica, questa, che segnerà sempre la storia politica veneziana.

 



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