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Le Invasioni Ungare

Al doge Orso Partecipazio successe il figlio Giovanni che si trovò ad affrontare subito una grave crisi con il centro di Comacchio, concorrente nella produzione del sale.

 

Venezia, per reagire alla concorrenza del vicino centro di giurisdizione papale, cercò di trovare un accordo di compromesso. L'accordo venne respinto provocando un'azione militare da parte del doge Giovanni che occupò Comacchio.

 

L'azione militare non piacque al papa Adriano III che decise di infliggere la scomunica alla città rialtina. Giovanni, in una situazione così difficile, abdicò e si ritirò.

 

Venne eletto Pietro Candiano che rimase in carica per breve tempo. In una situazione di vuoto di potere, dovuta all'improvvisa morte del doge Candiano, ritornò a sedersi sul seggio ducale Giovanni Partecipazio che demandò al popolo l'elezione del nuovo doge.

 

Veniva consacrato il diritto sovrano del popolo nella più alta funzione di stato: l'elezione della più alta carica pubblica.

 

Venne eletto Pietro Tribuno ( 888-912 ) che dovette affrontare una grave crisi militare: l'invasione ungara del 899-900.

 

Orde ungheresi si avventarono sulle lagune e si portavano verso Venezia. Il doge Tribuno le offrontò con successo nei pressi del lido di Albiola, dove gli invasori furono messi in fuga.

 

Da quel momento il luogo della battaglia si chiamò San Pietro in Volta, per ricordare appunto la "volta", cioè la fuga del nemico avvenuta il 29 giugno, giorno di San Pietro.

 

Al coraggioso e valoroso doge giunsero le congratulazioni dell'imperatore Berengario mentre l'imperatore dell'Impero Romano d'Oriente, Leone VI, gli conferì l'importante titolo e le insigne di protospatario.

 

Il pericolo corso spinse il doge Pietro Tribuno a fortificare la città garantendola da ulteriori sorprese e gravi devastazioni. Quella città che si era allargata e con la quale era cresciuta anche la popolazione e si erano incrementate le attività economiche.

 

E' di questi anni , durante il dogado di Pietro Tribuno, la costruzione del campanile di San Marco: con originaria funzione di torre di avvistamento, sarà uno dei simboli della città di Venezia.

 

Nel governo del doge Tribuno si riflette la nuova immagine della vita lagunare: un periodo significativo dal quale traranno grande profitto i suoi successori

 



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