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Il Potere Ducale

La crisi dell'810 aveva catalizzato tutte le genti della laguna veneta e le aveva riunite dimostrando da un lato, al mondo intero, la forza e la determinazione dei Veneziani, dall'altro, ai Veneziani stessi, la propria capacità di realizzare il loro sogno di uno stato sovrano mediante un consolidamento del loro assetto interno.

 

La sconfitta pipiniana costrinse l'impero bizantino e quello franco ad arrivare ad un accordo radicale e definitivo sancito nell'814.

 

Bisanzio riconosceva la dignità imperiale a Carlo Magno e ai suoi successori e l'imperatore franco rinunciava ad ogni mira espansionistica sui territori e sulle rotte dell'Adtriatico.

 

In linea di diritto la provincia venetica apparteneva allo stato bizantino, ma il governo orientale era incapace di garantirne la difesa; la tutela militare veniva di fatto abbandonata, delegandola ormai completamente alla flotta veneziana.

 

Il Trasferimento della sede di governo da Malamocco a Rialto, portò inoltre ad un notevole modificazione e a un avanzamento della struttura politico-sociale della vita lagunare.

 

In particolare i tribuni, espressione del potere bizantino, erano ormai passati nel dimenticatoio, grazie al progressivo rafforzamento del potere ducale e all'accentramento sempre più forte dell'azione di governo.

 

Il maggior simbolo di questo rinnovamento istituzionale fu proprio la costruzione del Palazzo Ducale, sede dogale e del governo, nelle immediate vicinanze dell'antica chiesa di San Teodoro, nei pressi del luogo dove pochi anni dopo sorgerà la cappella ducale di San Marco



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