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Distruzione di Comacchio ( 932 )

Alla morte di Pietro Tribuno, nel 910, venne eletto doge Orso Partecipazio ( 910-932 ) il quale governò la città di Venezia per circa venti anni.

 

Il nuovo doge cercò con successo di mantenere una pace duratura sulla scia del suo predecessore. Riuscì a barcamenarsi senza problemi tra Regno d'Italia e Impero Bizantino, con il quale intrattenne buone relazioni diplomatiche.

 

Ritiratosi dalla carica nel 932, lasciò come successore Pietro Candiano II ( 932-939 ) che portò la ricca, sviluppata e tranquilla città ad affrontare in modo bellicoso e violento le problematiche, comunque presenti, che si ponevano a fronte della supremazia marittima veneziana che provocava invidie e reazioni da parte delle popolazioni locali.

 

Con Pietro Candiano II si inaugura la politica veneziana di sostegno assoluto ai propri commerci, anche con la forza se necessario, che si spingevano lungo le rotte dell'Adriatico, in quel mare che verrà denominato golfo di Venezia.

 

Agli abitanti di Comacchio, che non volevano riconoscere la supremazia marittima veneziana cercando di ricavare qualche vantaggio da una pacifica collaborazione, Pietro Candiano II riservò un trattamento violento.

 

La città venne attaccata e incendiata ( 932 ), molti abitanti vennero uccisi, altri furono deportati a Venezia e vennero rilasciati solo dopo la firma di un trattato che li impegnava ad accettare l'assoluto predominio veneziano.

 

Pietro Candiano II morì nel 939; gli successe Pietro Badoer ( 939-942 ), che governò per soli tre anni. Anni, questi, senza molta storia, che preludevano all'avvento di quella che è stata definita la "monarchia dei Candiano".

 



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