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Attacco alla Città di Grado

Dopo la morte di Pietro Orseolo II, saliva al potere il figlio Ottone Orseolo ( 1008-26 ), già associato al padre nella gestione della carica dogale.

 

Il nuovo doge non ebbe vita facile durante il suo governo e dovette confrontarsi da subito col fastidio delle genti veneziane per ogni forma di regime dinastico.

 

Anche il patriarca di Aquileia, Poppone, decise che era giunto il momento per un attacco a Venezia e nel 1023-24 invase e distrusse la città di Grado dove era stato nominato patriarca il fratello di Ottone Orseolo : Orso Orseolo ( 1018-45 ).

 

Sia il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero, Corrado II il Salico ( 1024-39 ), sia il sinodo papale erano a favore di Poppone e contro gli Orseolo.

 

I fratelli furono costretti a fuggire e lo stesso Ottone Orseolo morì esule in Ungheria.

 

Cadeva la dinastia degli Orseolo e, nel 1032, venne eletto il capo dell'opposizione: il filogermanico Domenico Flabanico ( 1032-43 ).

 



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