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Guerra con Pisa

I privilegi sui mercati concessi a Venezia con la bolla d'oro del 1082 non si dimostrarono sufficienti ad impedire l'affaciarsi di altre nazioni marittime sui ricchi mercati del bacino del Mediterraneo.

 

Provenzali, Genovesi, Pisani, Amalfitani e Pugliesi alimentavano un'ondata migratoria, influenzata da motivi religiosi, ma anche politici ed economici,  che aveva come mete principali le terre siriane e  palestinesi.

 

Venezia decise di intervenire contro le scorribande crociate dei concorrenti a salvaguardia di quei territori di sovranità bizantina, che sentiva come propri per privilegi concessi ed interessi economici.

 

Nel 1099 Venezia intervenne in Terrasanta. Raggiunta Rodi, i Veneziani si trovarono a dover sbaragliare l'ostilità pisana.

 

I Pisani subirono una clamorosa sconfitta e dovettero accettare una clausola che imponeva loro di non avviare commerci nelle città marittime bizantine, presso le quali i Veneziani volevano assolutamente mantenere il loro monopolio commerciale.

 

La spedizione militare veneziana, da Rodi proseguì fino alle coste della Palestina dove, in cambio del soccorso prestato nella conquista di Haifa, ottenne larghe concessioni da Goffredo Buglione, il comandante in carica delle forze crociate.



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