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L'Insurrezione di Malamocco

Era l'anno 831 e l'ex doge Obelario, obbligato all'esilio a Costantinopoli, venne richiamato per guidare un'insurrezione degli abitanti di Malamocco contro il governo di Giovanni Partecipazio.

 

Lo stesso Partecipazio, avvisato della congiura, riuscì ad anticipare ogni mossa. Malamocco venne incendiata e completamente distrutta e i congiurati costretti alla fuga.

 

Il doge Obelario e i rivoltosi in fuga ripararono ad Abondia, cittadina fortificata di origine romana, localizzata sul litorale di Pellestrina, della quale oggi non rimane quasi nulla.

 

I rivoltosi furono sconfitti e al vecchio Obelario, il sabato santo dell'831, venne mozzata la testa, che fu esposta al pubblico prima nello stesso lido di Malamocco, poi sul limitare della laguna, verso Mestre, quale monito contro analoghi tentativi di colpo di stato. 

 

 



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