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Palazzo Ducale

E' stato fino alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 residenza del doge, palazzo pubblico e luogo di amministrazione della giustizia, il simbolo più importante e ricco della civiltà veneziana, della sua storia politica, militare, economica e culturale.

 

Tutte le epoche storiche vi sono rappresentate in una straordinaria stratificazione di elementi costruttivi e decorativi: dalle antiche fondazioni originarie all'assetto gotico dell'insieme, dalle enormi sale della vita politica decorate con splendide opere dei maggiori maestri delle arti visive quali Veronese, Tintoretto e i grandi maestri del Rinascimento,  alle preziose sale destinate ai dogi, dalle buie prigioni e dai luoghi di tortura agli incantevoli loggiati sulla Piazza e sulla Laguna, alle maestose facciate.

 

Fondato quasi come castello nel IX secolo, subì la prima, radicale trasformazione negli anni 1172-78. Ulteriori, massicci interventi iniziarono nel XIV secolo e si protrassero fino al 1463.

 

Il palazzo venne distrutto due volte a causa di gravi incendi, il primo nel 1484, il secondo nel 1577.

 

Si accede al palazzo attraverso la Porta del Frumento, sul molo, e subito colpisce l'ampio cortile interno, un'autentica piccola piazza chiusa tra splendidi porticati.

 

Nel cortile si incontrano due belle, ornatissime vere da pozzo in bronzo, che fornivano l'acqua alle molte persone che abitavano e lavoravano nel palazzo.

 

Dal cortile, attraverso la Scala dei Censori, si sale al primo piano, anche noto come piano delle Logge, con magnifica vista panoramica sul bacino di San Marco, e da queste si raggiunge la splendida Scala d'Oro, realizzata tra il 1549 e il 1559, riservata al passaggio solo dei magistrati e degli ospiti più illustri, che porta all'appartamento dogale.

 

Le molte e grandi sale dell'appartamento sono decorate con splendidi camini scolpiti e con tele dei maggiori artisti della scuola veneziana.

 

Tra le sale più belle, quella degli Scarlatti, dove si riunivano i consiglieri del doge vestiti di toghe scarlatte, la sala dello Scudo, dove si teneva esposto lo scudo, cioè l'arma del doge in carica, la sala delle Mappe, con bellissime tavole geografiche alle pareti, la sala Grimani, utilizzata per le udienze private, quella dei Filosofi, le sale delle Volte, dei Ritratti e quella detta Corner.

 

Al secondo piano sono ospitate le sale di riunione delle più alte Magistrature dello Stato: la Signoria, il Senato, il Consiglio dei Dieci.

 

Notevole è anche la Sala d'armi del Consiglio dei Dieci, che rappresentava l'Armeria di Palazzo Ducale, che venne saccheggiata alla fine della Repubblica.

 

Si esce dal palazzo attraverso la stupenda Porta della Carta, costruita da Giovanni e Bartolomeo Bon tra il 1438 e il 1442. In stile gotico fiorentino, il nome le deriva forse dall'attività degli scrivani o dagli archivi di documenti ( cartarum ). Le Virtù Cardinali nelle nicchie sono del Bregno ( 1418/21-1503/6 ). Risalente ai tempi di Francesco Foscari, la porta è decorata dalla statua del doge. Sopra la finestra è raffigurato S.Marco, ancor più in alto si colloca la Giustizia.

 

Questa porta, che un tempo era la porta d'accesso più rapida al palazzo, conduce, attraverso il porticato Foscari e all'arco Foscari, alla monumentale Scala dei Giganti, l'antico ingresso d'onore, così chiamata per la presenza alla sommità di due imponenti statue rappresentanti Nettuno e Marte, alle spalle delle quali si svolgevano le cerimonie di inconorazione dei nuovi dogi.

 

 

** Palazzo Ducale

- Sestiere San Marco

San Marco 1, 30124 - Venezia



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