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Palazzo Contarini del Bovolo

Da Campo Manin, una stretta calle vi condurrà in uno degli angoli più nascosti e piacevoli di Venezia: nel quattrocentesco Palazzo Contarini del Bovolo, famoso per la splendida scala elicoidale esterna.

 

Il nome stesso è una anticipazione di questa straordinaria costruzione, perchè bòvolo significa chiocciola, in veneto, o anche spirale, vortice. La Scala del Bovolo è infatti a chiocciola e si arrampica entro una torre tonda, congiunta a un loggiato a cinque ordini sovrapposti.

Una costruzione così particolare e spettacolare che finì per dare il nome non solo all'intero edificio, ma anche alla famiglia che lo fesce costruire.

 

La torre, costruita nel 1499 probabilmente a opera di Giovanni Candi, fu voluta da Piero Contarini per abbellire la facciata interna del palazzo di San Paternian, oggi campo Manin.

La scala ha un aspetto quattrocentesco, in cui l'impronta primo rinascimentale viene resa più affascinante dall'influenza bizantina.

Attiguo alla scala c'è un piccolo giardino dove sono visibili alcune vere da pozzo, una delle quali, in stile veneto-bizzantino, risale all'XI secolo.

 

Nell'insieme, però, il giardino non risponde appieno all'apparenza lieve e aggraziata del Bovolo, per quella sua aria un pò cimiteriale che contrasta con la gioiosa corsa delle volute del Bovolo verso la cuspide della loggia con copertura a cupola, dalla quale si può godere di un bellissimo panorama.

 

Salendo si possono ancora osservare i resti degli affreschi quattrocenteschi che ornavano la facciata, e si arriva in alto a dominare i tetti, i campanili, le cupole di San Marco, con un'intera visuale su questa magica città.

 

Scala Contarini del Bovolo

Lo scrittore veneziano Renato Pestriniero ha dedicato a questo insolito monumento della Venezia "minore" il racconto Nodi, pubblicato per la prima volta nel 1981 e più volte ristampato. Si tratta di una interpretazione visionaria, kafkiana, comunque di notevole suggestione e di paradossale realismo.



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