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Ca' d'Oro

La Ca' d'Oro è il più perfetto esempio architettonico di gotico fiorito a Venezia. Il palazzo fu costruito ad opera di Giovanni e Bartolomeo Bon, tra il 1424 e il 1430 per volontà di Marino Contarini. A Bartolomeo Bon, figlio di Giovanni, si deve la vera da pozzo al centro del magnifico cortile. Vi sono raffigurate tre virtù teologali: Fortezza, Giustizia e Carità.

 

Il nome Ca' d'Oro rinvia alla preziosa decorazione marmorea e alle dorature che ornavano la sfarzosa facciata dalle cui logge si apre una splendida vista su Rialto e sul suo vivace mercato.

Quando Marino Contarini si fece costruire la sua domus magna agli inizi del XV sec., il pittore francese Jean Charlier, conosciuto come Zuane de Franza di S. Aponal, dipinse la facciata di azzurro, nero, bianco e oro. Fu quest'ultima tonalità che diede il nome al palazzo.

 

La struttura originaria voluta dal Contarini fu soggetta a mutamenti, richiesti dai numerosi proprietari che vi abitarono nel corso dei secoli.

Nel corso del XVI secolo l'edificio fu rimodellato da una serie di nuovi proprietari, ma all'inizio del XVIII era ormai ridotto in condizioni di semiabbandono.

Le operazioni di restauro iniziarono a partire dal XIX sec., quando il principe Troubetskoy acquistò la Ca' d'Oro per donarla alla famosa ballerina Maria Taglioni.

Sotto la guida di quest'ultima, la Ca' d'Oro subì un restauro sconsiderato che non teneva conto della costruzione originaria: la scalinata all'aperto venne eliminata, la vera da pozzo di Bartolomeo Bon venduta e molte delle opere in pietra rimosse.

Alla fine dello stesso secolo un altro, più felice, restauro fu eseguito dal barone Giorgio Franchetti, collezionista e mecenate, che lo riportò alla gloria di un tempo e a cui si deve anche l'allestimento della Galleria, dove si ammirano dipinti di scuola veneta, fra cui il capolavoro del museo, il San Sebastiano di Andrea Mantegna, e opere di scuola toscana e fiamminga, bronzetti e sculture rinascimentali.

Il restauro della facciata, iniziato intorno al 1970, è stato completato e rivela il disegno esotico dell'edificio, e il bel cortile accoglie di nuovo la vera da pozzo scolpita da Bon, recuperata da Franchetti.

 

Nel 1915 il Franchetti donò alla città il palazzo e le opere in esso contenute. Le ceneri del barone Franchetti riposano nel cortile del palazzo sotto un cippo. Dal 1984 il palazzo è divenuto sede della Galleria Giorgio Franchetti.

 

Della Ca' d'Oro, oggi colpisce soprattutto la facciata, che specchia nel Canal Grande i colori tenui di tutta la sua fantasia, dai delicati trafori marmorei, all'armoniosa asimmetria, alla merlatura.

Con le sue finestre a ogiva finemente scolpite, i pinnacoli orientaleggianti e gli esotici trafori in marmo, emana un inequivocabile profumo d'Oriente.

 

 

Ca' d'Oro - Galleria Franchetti

Cannaregio, 3012 - 30121 Venezia

Tel. +39 041 5222349 / Fax: +39 041 5238790

www.cadoro.org / [email protected]



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