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Punta della Dogana - Dogana da Mar

Il robusto manufatto eretto tra il 1677 e il 1682 dall'architetto Giuseppe Benoni, noto come Dogana da Mar, si protende nel Bacino di San Marco, a dividere il Canal Grande dal Canale della Giudecca, come fosse la prua di un nave. Proprio su questa sorta di "prua" di Dorsoduro venivano scaricate, già dal Quattrocento, le merci e pagato il dazio.


L'edificio venne restaurato e ampliato negli anni 1835-38 dall'architetto Alvise Pigazzi.

Sopra la torretta dell'edificio sta una grossa, splendente sfera dorata, a rappresentare il mondo, sorretta da due figure maschili accovacciate, due atlanti, sormontata da un'esile figura bronzea. Questa statua, rappresenta la Fortuna, tiene in mano uno scudo e gira su se stessa, facendo perno su di un piede, a seconda dello spirar dei venti. E' opera dello scultore Bernardo Falcone, che ha saputo magistralmente interpretare la mutevolezza della dea bendata in questo continuo, vario, mutevole, imprevedibile movimento.


Il centro d'arte contemporanea, inaugurato nel giugno 2009 alla Punta della Dogana, occupa una superficie di quasi 5000 mt. quadri. E' sede permanente delle opere della collezione di Francois Pinault, l'indistriale francese che, dopo palazzo Grassi, ha acquistato anche l'edificio seicentesco dell'ex dogana marittima, affidandone la ricostruzione all'architetto giapponese Tadao Ando, che ha trasformato in uno scrigno minimalista le sue sedici sale.


All'esterno sembra di essere in un quadro di canaletto, Turner o Monet: il panorama sul bacino di San Marco è mozzafiato.



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