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Arsenale di Venezia

L'Arsenale di Venezia, fondato nel 1104 per volere del doge Ordelaf Falier, è una grande struttura industriale, portuale e militare dove venivano costruite e riparate tutte quelle imbarcazioni troppo grandi per poter essere lavorate negli squeri sparsi per la città.

 

L'Arsenale di Venezia, sorto sopra due isolette denominate le " Gemelle ", col tempo, è stato ampliato in più parti con nuove costruzioni e nuovi scali fino a formare una vasta area industriale, che si snodava anche nel tessuto urbano , protetta da mura e da torri, nella zona nord-est della città, nel sestiere di Castello.

 

La parola " arsenale " trova significato nel termine arabo "darsina" ossia darsena e cantiere: quel cantiere da cui uscirono le navi da guerra e mercantili che fecero di Venezia la città più potente dell'Adriatico e del Mediterraneo.

 

Si accedeva all'Arsenale di Venezia attraverso la " Porta di terra " o attraverso la " Porta d'acqua ".

 

Il portale d'ingresso di terra dell'Arsenale fu costruito dall'architetto Antonio Gambello nel 1460 sulla base degli archi di trionfo romani, ed è il primo esempio di arte rinascimentale nella città. Capeggia un grande leone alato simbolo della Serenissima e i lati della porta quattro leoni, due dei quali portati dalla Grecia da Francesco Morosini nel 1687. Davanti al portale venne costruita, nel 1682, una terrazza  popolata da divinità mitologiche.

 

Dal mare si accedeva all'Arsenale attraverso il rio dell'Arsenale dove si apre la Porta d'acqua con ai lati due alte torri merlate del XVI secolo, che anticamente reggevano due grandi cancelli. All'entrata dell'Arsenale, l'attuale ponte in legno, ora fisso, era un ponte levatoio che permetteva il passaggio delle imbarcazioni. Attraverso la porta, transitando il rio, si giungeva alla Darsena Vecchia: il cuore più antico del complesso. L'accesso venne più volte modificato e ampliato per adattarlo alle dimensioni dei navigli che dovevano transitarvi.

 

Furono i Francesi, nel 1810, ad aprire il canale della " Porta nouva ", sul lato nord-est della muraglia, per farvi entrare le navi senza dover attraversare il Bacino di San Marco.

 

Verso la metà del XVI secolo venne costruito un fabbricato  adibito a rimessa del Bucintoro, la nave di rappresentanza del doge, che qui era sempre curata e sottoposta ai necessari interventi di manutenzione. Nel 1579 veniva ricostruita e ampliata su progetto di Antonio Da Ponte la Casa del Canevo o Corderia adibita alla fabbricazione delle gomene necessarie alle navi.

 

Tutta l'area dell'Arsenale di Venezia ospitava innumerevoli scali, bacini, magazzini, fonderie, officine per le armi e granai. Molti erano gli operai che vi lavoravano, i cosiddetti " arsenalotti ", e solitamente abitavano in quartieri appositi costruiti attorno alle mura. In questi quartieri si svilupparono anche molte attività artigianali di supporto , delle quali ci parlano i nomi di alcune calli: calle delle Vele, calle del Piombo, calle delle Ancore,calle della Pegola.

 

Negli anni gli interventi sulla struttura dell'Arsenale sono stati numerosi, tuttavia il grande complesso produttivo perse sempre più la propria importanza sia militare che mercantile.

 

Durante la dominazione austriaca e poi con il governo italiano, l'Arsenale venne via via adattato a soddisfare le nuove esigenze della moderna forza navale; divenne di pertinenza della Marina Militare Italiana, che vi fece costruire alcune fra le più importanti navi da guerra. Durante la prima guerra mondiale venne quasi completamente svuotato dei suoi impianti produttivi nel timore che potesse cadere in mano al nemico; successivamente riprese la propria attività  per la cantieristica militare italiana.

 

Dal 1957  lo si aprì anche ad altri usi e oggi è utilizzato per alcune attività di piccola cantieristica e come sede espositiva della Biennale di Venezia e di altre attività culturali.



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