Giorno della Memoria - Ca' Pesaro

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L’Associazione culturale Musica Venezia per il Giorno della Memoria 2018

 in collaborazione con  

Fondazione Musei Civici di Venezia - Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d'Arte Moderna
 
Letture e musica dedicate a 
“IL RABBINO DI VITEBSK” di MARK CHAGALL
conservato nelle collezioni di Ca’ Pesaro


L’Associazione Culturale Musica Venezia, diretta da Roberta Reeder, partecipa alle iniziative culturali della città in occasione del Giorno della Memoria e presenta a Ca’ Pesaro, domenica 28 gennaio 2018 alle ore 14.00,
 un insieme di letture e musica dedicato all’opera di Marc Chagall “Il Rabbino di Vitebsk”, appartenente alla collezione della Galleria Internazionale d'Arte Moderna che ha sede nel magnifico palazzo veneziano.
Le musiche si compongono di due parti: una scelta di canzoni Yiddish che illustrano la vita quotidiana ebraica a Vitebsk ai tempi di Chagall e dalla “Dalla poesia popolare ebraica” di Dmitrij Sostakovic.
 
Le canzoni Yiddish
Questa parte comprende commoventi canzoni 
yiddish d’amore come “Tum balalaika” e la ninanana “Shlaf shoin main Yandkele” di Mordechai Gebirtag, il compositore ebreo famoso che fu ucciso dai nazisti durante l’evacuazione del ghetto di Cracovia. Due canzoni, “Der Rebe Elimelech” e “Oyfn Pripetshok, illuminano in particolare la figura del rabbino, quando insegna ai ragazzi l’alfabeto ebraico e quando canta e danza tipico del rabbino Chasidic, canzoni sul rito religioso Chanukah, canzoni della vita quotidiana e una canzone della Shoah.

“Dalla poesia popolare ebraica” di Dmitrij Sostakovic 
L’autore compose questo ciclo nel 1948, ma fu eseguito solamente sette anni dopo, al tempo del “disgelo” krusceviano, nel gennaio del 1955 a Leningrado.
Šostakovič stesso ci racconta quale era stato lo stimolo che lo aveva indotto a comporre questo ciclo.  “Un giorno, nel dopo querra, in una libreria ho trovato un volume di canzoni ebraiche; speravo che ne riportasse anche le arie, interessato come sono sempre stato al folklore ebraico, ma il libro conteneva soltanto i testi.  Pensai che se ne sceglievo un certo numero e li mettevo in musica, sarei stato in grado di illustrate il destino del popolo ebraico. Mi sembrava una cosa importante, perché vedevo che attorno a me cresceva l’antisemitismo”.  Lo stile è della musica Yiddish, con canzoni molte tristi, ma anche piene di gioia, tutte molto commoventi.
 
Le canzoni sono eseguite da Violetta Svatnykh, soprano, e Giovanna Bragadin, contralto, con Ulissa Trabacchin, pianoforte.  

Contatto: Roberta Reeder: [email protected] <mailto:[email protected]com. tel. 348 060 8528



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