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Canal Grande

Chiamato dai veneziani " il Canalazzo ", il Canal Grande, a forma di "S", divide in due la città stendendosi per circa quattro chilometri dal bacino di San Marco sino all'attuale piazzale Roma, con una larghezza che varia dai trenta ai settanta metri.

 

Percorrendo il Canale si ha la possibilità di apprezzare gli angoli più belli di Venezia, dato che esso è fiancheggiato da molti fra i più prestigiosi edifici cittadini. La sequenza di palazzi che si allineano lungo il suo corso sinuoso, costruiti nell'arco di oltre cinque secoli e appartenuti all'antica aristocrazia veneziana, offre alla vista alcune delle più belle architetture della Repubblica e forma quella che è stata più volte definita " la più bella strada del mondo ", con le sue caratteristiche uniche quali le rive private, le terrazze sull'acqua, le facciate policrome ricamate nel marmo, le gradinate di ingresso dall'acqua, le ardite architetture. Vi si affacciano anche una decina di campi e campielli e in pochissimi punti è fiancheggiato da "fondamente". 

 

Il Canal Grande si insinua nel cuore di Venezia seguendo quello che forse era il corso di un antico fiume che sboccava in laguna e, durante i primi insediamenti lagunari, aveva funzioni portuali. Successivamente, con la crescita della città, diventò quel che si dice un porto-canale, un luogo di lavoro dove arrivavano e partivano merci di ogni tipo e di ogni provenienza e si organizzavano i relativi commerci, con i vari depositi, i granai pubblici, i magazzini dei primi mercanti, le officine e i cantieri.

 

Era il punto dove confluiva il commercio della fiorentissima Repubblica della Serenissima, ma col tempo esso andò perdendo questa sua prerogativa poichè, col crescere della città, le attività portuali si spostarono poi lentamente nel bacino di San Marco.  Da allora, costruito anche il primo ponte di Rialto, che lo rendeva facilmente superabile, divenne meta ambitissima per le abitazioni delle famiglie più ricche e iniziò così la corsa dei patrizi per costruirvi il palazzo più bello.

 

L'opera edile continuò fino a tutto il XVII secolo, rendendo questo corso d'acqua quasi un catalogo di tutti gli stili architettonici. Interrompendo la processione dei nobili palazzi, alcune monumentali chiese ed edifici pubblici contribuirono alla realizazzione del carattere scenografico del Canale:  la Punta della " Dogana de Mar " posta al suo ingresso, la basilica della Madonna della Salute, la chiesa di San Stae, la chiesa di San Marcuola, le chiese degli Scalzi e di San Simeon Piccolo.

 

Il Canal Grande, sin dai primi tempi della potenza veneziana costituisce la via di transito principale della città: lungo il suo corso pulsava la vita sociale e politica della Serenissima e il percorso si snodava dolcemente tagliando l'abitato in due parti.

Infatti le due aree urbane della città " di qua e di là dell'acqua " erano definite " de citra " e " de ultra ", così come divisi in due erano i relativi residenti: i Castellani e i Nicolotti.

 

Con l'avvento della dominazione francese e austriaca in città venne privilegiata la viabilità terrestre e si provvide quindi alla costruzione di due nuovi ponti, quello dell'Academia e quello degli Scalzi. Alla Ferrovia la costruzione di un quarto ponte, su progetto dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava, è iniziata nel 2007 e nel settembre 2008 il Ponte della Costituzione è stato aperto al transito.

 

Il Canal Grande un tempo era percorso dalle grandi galere o dai vascelli che si facevano strada verso Rialto; oggi e trsfficato da vaporetti, motoscafi, gondole e chiatte. I vari palazzi nobiliari che vi si affacciano, pur se occupati in gran parte da musei, fondazioni e istituzioni pubbliche, hanno perduto la vitalità di un tempo e la loro bellezza risulta sbiadita dal tempo.

I bagliori del suo glorioso passato non sono tuttavia troppo lontani. L'annuale ricostruzione di cortei del passato preserva le tradizioni della Repubblica Veneziana e apporta al Canale una sgarggiante nota di colore. Le gondole che lo solcano, cariche di turisti, sia da sole sia in gruppo nelle caratteristiche " serenate " ad ogni metro d'acqua raccontano costantemente la storia stessa della città.



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